Agli italiani non resta che sognare le vacanze
La crisi continua a mordere e, complice l'aumento di tasse e imposte, molte famiglie italiane si vedono costrette a rinunciare alle ferie estive.
Meglio l'Italia
Secondo uno studio di Federalberghi nelle prossime settimane sono 27,8 milioni di italiani (pari al 46,1% della popolazione) lasceranno cara per cercare ristoro altrove. La meta sarà nella stragrande maggioranza dai casi (79%) in Italia, un dato in crescita rispetto al 67% del 2011, a ulteriore dimostrazione della volontà di stringere la cinghia.
Guardando all'intero 2011, la maggioranza degli italiani (70%) lascerà invariato rispetto all'anno scorso il numero di viaggi anche di breve durata, mentre il 19% ne farà meno e solo l'8% registra un incremento.
Dal blog 6sicuro: Vacanze, come divertirsi spendendo poco
I canali di scelta
La vasta offerta a disposizione e la possibilità di trovare offerte fa del Web il primo canale per la scelta delle vacanze: a preferirlo è il 21% della popolazione, anche se poco meno della metà lo usa solo per prenotare il trasferimento, affidandosi ad altre soluzioni per l'alloggio. Non sorprende constatare che sono soprattutto i giovani a usare Internet per prenotare le vacanze, con una tendenza più spiccata a usarlo per il pacchetto completo dei servizi.
Nella graduatoria dei canali al secondo posto si trova l'agenzia tradizionale, con il 20% di preferenze, mentre il contatto diretto tra privati si ferma al 14%.
Ferie liofilizzate
Un'altra ricerca, questa volta curata dalla società di consulenza turistica Jfc, offre un quadro delle vacanze 2012 per gli italiani. Lo studio parla di ferie liofilizzate per indicare che vengono ponderate con estrema attenzione cercando di eliminare tutto ciò che può apparire eccessivo e superfluo. Per questa estate è attesa una riduzione delle presenze di italiani in Italia per una quota variabile tra il 6% ed il 9% rispetto alla passata stagione estiva e un calo del fatturato che scenderà mediamente del 12-15%, con punte del 28%.
La spesa media per una settimana al mare sarà di 574 euro contro il 644 del 2011, vale a dire l'11% in meno. La stretta delle famiglie sarà considerevole, tenendo presente che – a parità di servizi – i prezzi sono in crescita del 4,3% rispetto al 2011. Senza contare la tassa di soggiorno, che verrà applicata a macchia di leopardo da diversi comuni balneari.
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