Allarme caldo: attenzione al condizionatore sparato a palla
Se c'è un prodotto che negli ultimi non sembra risentire della crisi, questo è il condizionatore da muro. Per averne prova basta provare a cercare un condizionatore durante le giornata in cui il caldo torrido la fa da padrone nelle città italiane. Attenzione però alla tentazione di utilizzare l'impianto al massimo della potenza (o quasi): oltre che un pericolo per la salute, occorre fare i conti con costi considerevoli. Ecco, dunque, gli aspetti da considerare per evitare il salasso in bolletta.
Le regole-base
Per quanto possa apparire scontato, è bene ricordare che il climatizzatore va usato con le finestre chiuse. Se, infatti, il locale (casa o ufficio) imbarca calore dall'esterno, l'apparecchio è costretto a un super lavoro che si riflette sui consumi (oltre che sulle emissioni inquinanti nell'ambiente). Per lo stesso motivo occorre isolare l'ambiente che si vuole rinfrescare dal resto dell'unità immobiliare, cominciando con il chiudere le porte.
E' bene, inoltre, che tra la temperatura esterna e quella interna non ci siano grandi sbalzi (tra i 4 e i 6 gradi al massimo), sia per evitare raffreddori, sia per consumare meno. Dunque, meglio non eccedere con le temperature; al massimo togliersi la cravatta o un indumento.
Pochi usano la funzione deumidificazione ed è un male perché spesso più che il calore in sé, è l'umidità a creare disagio. Infine, una volta all'anno - ad esempio durante la primavera – è bene controllare i filtri dell'apparecchio e procedere eventualmente alla loro pulitura, considerato che possono trattenere polvere, acari e sostanze inquinanti.
Dopo un boom nei primi anni del nuovo secolo, stanno invece perdendo quota i climatizzatori portatili: per quanto meno costosi, hanno il limite di trattenere nel locale in cui sono posizionati il calore. A meno di non effettuare buchi ai vetri, cosa a volte problematica, soprattutto in ambito abitativo.
Dal blog di 6sicuro: alcuni consigli pratici per risparmiare sull'uso del climatizzatore
Il confronto con il ventilatore
Mediamente il condizionatore ha un consumo 20 volte superiore a quello di un ventilatore da soffitto (anche se il rapporto cala optando per un apparecchio in classe A, leggermente più costoso della media). Dunque, quando il caldo e l'umidità non sono eccessivi, meglio optare per la soluzione tradizionale, ricordando comunque che in entrambi i casi un'esposizione diretta può creare problemi di salute. E' pur vero, comunque, che il ventilatore produce risultati inferiori perché movimenta l'aria nell'ambiente in cui è collocato, senza tuttavia modificarne la temperatura.
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