Concessionario fallito: ecco cosa fare
La crisi non risparmia neppure i concessionari, costretti a chiudere i battenti spesso per fallimento. Negli ultimi dieci anni hanno chiuso un terzo dei concessionari italiani, mettendo in difficoltà i clienti che avevano acquistato un'auto e non hanno più potuto ritirarla.
Ma quali sono le armi in possesso del cliente in questi casi?
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Cosa fare a fallimento avvenuto
Una volta avvenuto il fallimento le possibilità per rivalersi non sono molte. In genere, infatti, i contratti di acquisto delle auto prevedono che la compravendita coinvolga solo il commerciante e il suo cliente, senza includere alcun obbligo da parte del costruttore di garantire la consegna anche in caso di fallimento. È possibile affidarsi a un'associazione dei consumatori che, però, difficilmente mette in guardia il cliente su quanto sia difficile risolvere situazioni del genere nella maggior parte dei casi. Le auto, infatti, non possono essere immatricolate senza il certificato di conformità, che viene trattenuto dalla banca a garanzia del costruttore, e viene consegnato solo una volta pagato il valore dell'auto. Una situazione che non può essere sbloccata dal cliente che ha già dato il denaro al commerciante e che a quel punto si troverebbe a sborsare due volte il costo. Una situazione paradossale contro cui è possibile esercitare solo delle pressioni sul costruttore, minacciandolo di cattiva pubblicità per spingerlo a sbloccare il certificato.
In ogni caso resta comunque il curatore fallimentare che si occupa di amministrare i beni aziendali saldando tutti i creditori. Considerando, però, che ci sono creditori che hanno precedenza sugli altri: per esempio, le banche e i dipendenti.
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Gli accorgimenti da adottare
È possibile adottare alcuni accorgimenti per limitare i danni nel caso di brutte sorprese. In primo luogo, è consigliabile rifiutare la richiesta del venditore di anticipi supplementari oltre a quello versato alla firma del contratto. Quindi il saldo va effettuato solo poco prima dell'immatricolazione, ricordando che già questo rappresenta un rischio che il cliente si assume. Prima di pagare quanto dovuto è comunque sempre bene accertarsi che la vettura sia effettivamente disponibile dal concessionario, facendosi rilasciare un documento di “messa a disposizione”, in cui si dichiara il numero di telaio della vettura e che l'auto è pronta da ritirare con indicazione della data precisa entro la quale avverrà la consegna (che comunque non deve essere molto distante dal saldo).
Se si opta per un finanziamento occorre firmare il contratto solo quando si è sicuri che l'auto è in procinto di essere consegnata. Firmare invece il relativo contratto già al momento della prenotazione della vettura o poco dopo può rivelarsi una scelta sbagliata perchè a quel punto il venditore può chiedere alla finanziaria il saldo della quota finanziata, mentre la stessa finanziaria può procedere alla richiesta del pagamento delle rate nei confronti del debitore, indipendentemente dal fatto che la vettura sia stata effettivamente consegnata o meno.
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