L'alternativa degli alberghi diffusi

Un intero borgo trasformato in hotel, con il valore dell'ospitalità esteso al di là dei muri di cinta della singola stanza. E' lo spirito dell'albergo diffuso, struttura recettiva in forte crescita negli anni, sulla spinta della riscoperta della socialità in vacanza.

Le origini del fenomeno
L'albergo diffuso è nato negli anni Ottanta in Italia, più precisamente in Friuli Venezia Giulia, ma ormai si contano strutture di questo tipo in 16 delle 20 regioni della Penisola. Il modello adottato segue alcuni principi comuni: gestione imprenditoriale e unitaria di case che diventano camere di un albergo che non si costruisce, ma esiste già. Le case devono essere disabitate, vicine tra loro, autentiche e il borgo deve essere abitato.

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Le differenze rispetto a hotel e b&b
Rispetto al bed & breakfast, l'albergo diffuso non è abitato dal proprietario dell'immobile, trattandosi di un locale disabitato. Se confrontato con un hotel, invece, la principale peculiarità è data dal fatto che l'albergo diffuso non è una struttura costruita ad hoc, ma il frutto di un recupero di immobili preesistenti. Così quest'ultimo ha uno sviluppo prevalentemente orizzontale, mentre l'hotel si sviluppa in chiave verticale.

Le classificazioni
Al pari di altre strutture recettive, ciascuna regione adotta per queste strutture regole differenti in materia di classificazione. In linea generale, è bene non attendersi un livello di servizio e una professionalità pari a quelle degli hotel di alto livello. Nell'albergo diffuso a contare è innanzitutto il calore delle persone, la familiarità che tende a instaurarsi tra gli ospiti e la comunità locale. Principi che non possono essere espressi con voti o stelle.
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