L'automobile che si guida da sola

Più sicurezza, consumi ridotti e meno incidenti. La grande promessa dell'informatica applicata al settore automobilistico è questa, e per raggiungerla scienziati e ingegneri di tutto il mondo stanno lavorando su un elemento fondamentale: mettere il conducente in grado di non nuocere.

 

Esatto, perché è proprio lo stato psicofisico di chi guida il fattore principale alla base di tamponamenti, incidenti, perdita di controllo del veicolo. E non parliamo solo di assunzione di alcol o droghe, che pure hanno una loro incidenza: basta un po' di stanchezza (molta meno di quanta ce ne vuole per un colpo di sonno) o una distrazione qualsiasi, dal telefonino che squilla all'autoradio a tutto volume.


Se poi pensate si tratti di casi limite, ragionate su questo dato: ogni anno l'errore umano si traduce in 1,2 milioni di morti nel mondo.

 

A fronte di tutto ciò, l'esperienza di guida potrebbe modificarsi radicalmente nel prossimo futuro. Alcuni studiosi già profetizzano il cambiamento: immaginate il conducente che si appoggia allo schienale, imposta il tragitto sul computer di bordo e lascia che la vettura lo porti a destinazione, intervenendo solo nelle fasi conclusive del parcheggio.

 

Se ciò sarà possibile in tempi brevi, lo dobbiamo alle ricerche effettuate nell'ultimo ventennio per creare un'auto intelligente che guida da sola


Già nel 1994 un progetto congiunto tra Jaguar e Lucas Industries ha testato su strada un computer di bordo in grado di controllare autonomamente velocità e direzione del veicolo. Da qui lo sviluppo di una serie di tecnologie – oggi proposte di serie da molte case automobilistiche – che intervengono frenando nel caso di ostacoli improvvisi oppure riescono a mantenere la traiettoria a fronte di un colpo di sonno o malore.


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