E' proprio il caso di dirlo: la crisi aguzza l'ingegno e le monete alternative ne sono un caso lampante. Di che cosa si tratta?
Wikipedia ci viene in aiuto: “per moneta alternativa si intende una qualsiasi forma di moneta legata alla misura, allo scambio e all'accumulo di forme di valore che non rientrano all'interno del sistema economico presente in un dato territorio. Il suo utilizzo è finalizzato a favorire il benessere sociale soprattutto nei periodi di crisi economiche-finanziarie in cui gli individui perdono potere d'acquisto a causa dell'aumento spropositato dei prezzi dei beni (iperinflazione). La sua utilità necessita la fiducia reciproca di coloro che la scambiano, dato che tale moneta non ha corso legale ed è accettata su base volontaria”.
Non si tratta di vera e propria moneta ma di una sorta di unità di misura per lo scambio di merci e servizi.
Appare subito evidente che un sistema basato su una moneta alternativa può funzionare solo se sono in molti ad aderire e ad utilizzarlo.
Altrimenti sarà un fallimento, poiché se io dovessi accettare una moneta alternativa e poi con questa non riuscissi ad acquistare nulla, ovviamente la rifiuterò (è un mio diritto) alla vendita successiva.