Il sistema pensionistico italiano è cambiato notevolmente negli ultimi anni: mentre prima si poteva contare su una pensione sicura e anche sufficientemente alta, le nuove generazioni hanno molte meno garanzie per il futuro.
Infatti, le recenti riforme hanno portato il sistema da un tipo retributivo ad un sistema di tipo contributivo.
Quali sono le differenze?
Nel sistema retributivo la pensione era legata alla retribuzione degli ultimi anni di lavoro. I lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 prendono una pensione corrispondente fino all'80% degli ultimi stipendi prima dell'uscita del mondo del lavoro.
Il sistema contributivo, invece, in vigore per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996, prevede che per ogni anno di lavoro venga accantonata una somma determinata applicando un'aliquota sul reddito pari al 33% per i lavoratori dipendenti, e del 20% per i lavoratori autonomi. In pratica, si percepisce una pensione pari ai contributi versati negli anni.
Ecco perchè sempre più giovani scelgono di ricorrere a fondi di previdenza integrativa, che possono essere attivati anche subito dopo l'ingresso nel mondo del lavoro e non necessariamente avendo un contratto fisso.
Sono molte, infatti, le soluzioni flessibili di previdenza integrativa che permettono di: